GLI INFLUENZATORI

GLI INFLUENZATORI
Il 90% dei contenuti on line, articoli, commenti, video, fotografie, di ogni social media, è creato dal 10% degli utenti. Queste persone hanno la capacità di influenzare le comunità on line e di indirizzare la scelta di un pannolino o l’elezione del presidente degli Stati Uniti, come in effetti sta avvenendo.

La relazione con le comunità on line è fondamentale per le aziende per lo sviluppo del marketing, delle vendite e per il miglioramento dei servizi e dei prodotti. Gli influencer sono la chiave per dialogare con la Rete. Uno studio della società statunitense Rubicon Consulting ha tracciato il profilo degli influencer, la loro diffusione e le modalità di comunicazione e di propagazione dei loro messaggi.
Le comunità on line, gli spazi dove agiscono gli influencer, non sono tutte uguali, ognuna ha peculiarità proprie. Rubicon ha identificato cinque macro gruppi di comunità on line in funzione delle caratteristiche degli utenti: vicinanza (Meetup, creazione di gruppi fisici); attività in comune (Wikipedia, enciclopedia on line); condivisione degli stessi interessi (YouTube, video on line per categorie); competenza (social network professionali); connessioni (Facebook, MySpace, SecondLife, social network costruiti su ogni tipo di connessione tra persone).

Le comunità on line originate dalle connessioni come Facebook sono le più frequentate (25% degli utenti) e le più importanti per i giovani sotto i 20 anni, seguono, con circa il 20%, quelle con attività in comune e condivisione di interessi. La maggior parte degli utenti delle comunità on line ha un’età tra i 20 e i 40 anni. In questo perimetro operano gli influencer. I cui contenuti sono in prevalenza: video (94%), articolo sul blog personale (92%), recensione (89%), una domanda (87%), una risposta (83%), una foto (77%), un commento (76%), aggiornamento propria area in un social network (75%).

Gli influencer possono determinare il successo di un prodotto o di un servizio. La loro influenza varia però da un settore a un altro. Infatti, mentre circa il 60% dei navigatori acquista un prodotto di elettronica di consumo seguendo i suggerimenti letti on line, solo il 18% sceglie un meccanico per la propria macchina.

E’ elevata comunque la percentuale di coloro che decidono in base alle informazioni acquisite in Rete: il 52% la vacanza, il 48% il film da vedere, il 41% la nuova auto e il prossimo lavoro, il 38% il ristorante. Gli influencer pubblicano un contenuto in Rete più di una volta al giorno. Metà di loro ha meno di 22 anni e solo l’8% ha più di 50 anni. Sono in prevalenza uomini, circa il 60%. Gli studenti sono il 40%, chi ha un’attività opera spesso in ambito tecnologico, dell’intrattenimento, delle arti e della comunicazione. Gli influencer possono essere i promotori naturali di un’azienda o i suoi critici più credibili. Le società devono considerarli un asset strategico su cui investire nei diversi social media o all’interno di una propria comunità on line.

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L’opinione on line non è una merce in vendita, gli influencer vanno quindi informati correttamente, ascoltati, dotati di strumenti comparativi del proprio prodotto o servizio.

L’investimento reale è nella qualità della relazione con gli influencer.

Obama e le mamme blogger sono due esempi del potere delle comunità on line. Obama ha surclassato Hilary Clinton e John McCain in popolarità nei social network. Il 78% delle mamme blogger negli Stati Uniti dà un giudizio dei prodotti per i bambini e il 96% di tutte le mamme on line seguono i loro consigli.

fonte: Casaleggio e Associati

immagine:L+E Visual Thinking Archive di David Armano