Per quel mito bambino nato 2009 anni fa in un stalla ci accostiamo in un saluto ai mille bambini nel mondo nati al freddo o al caldo opprimente, nelle stalle, o al fianco dei cassonetti, nelle roulotte, in questi giorni. Ma anche per i nostri figli e nipoti nati nel benessere ma dentro un mondo iniquo dobbiamo far vivere la speranza.
I miti sono grandi forze ideali che producono futuro.
Le nostre case sono ‘presepi’ nel senso che hanno recinti, interni, percorsi dove vive la memoria, l’immaginazione, la differenza. Le nostre case sono anche luoghi degli antenati. Mescolando le grandi tradizioni del Natale ci facciamo piccoli come bambini, e vecchi come nonni, piccoli come Gesù Bambino e vecchi come Babbo Natale per accogliere nelle nostre famiglie la speranza di un nuovo inizio, il gusto dell’ascolto, l’iniziazione a un mondo nuovo, ma anche la memoria degli antenati e la saggezza dello ‘sguardo da lontano’ che misura il tempo lungo della storia.
Oggi cominciamo a comprendere che quanto accadrà d’ora in avanti dipende da noi.
Il mondo ha bisogno di trovare la fiducia in se stesso e nella sua capacità di forgiare un futuro migliore. Lo sviluppo delle nostre risorse innate costituisce il punto naturale d’avvio grazie al quale ci sarà consentito di costruire questa fiducia e pertanto di renderci conto che il salto di qualità umana necessario per uscire dal pozzo non è un’utopia ma una prospettiva assolutamente verosimile.
Lo è, se vogliamo che lo sia. [Aurelio Peccei]
Tanti tanti auguri di felici feste e buon 2010 da tutti noi di Newton Management Innovation